Come la marketing automation può aiutarti a razionalizzare gli investimenti (spiegato in meno di 600 parole)

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Un problema tipico di chi fa marketing o pubblicità con risorse limitate  – cioè chiunque sia al di sotto di Coca-Cola, Ikea e Netflix – è riuscire a capire se il gioco è valso la candela. Cioè se i guadagni sono stati superiori alle spese

Ogni attività di marketing è un investimento: ci sono infatti da pagare il medium (giornale, volantino, social, motore di ricerca) e le persone che pensino, strutturino e lancino la campagna. 

Se è facile calcolare il valore dell’investimento, perché sappiamo quali spese vanno conteggiate, altrettanto non si può dire per il guadagno. Normalmente infatti non ci sono modi per stabilire con esattezza contabile da dove provenga una vendita. 

L’acquisto di un prodotto sul nostro sito da parte di un certo utente è stato “naturale” o determinato da una campagna marketing? E se è stato prodotto da una campagna, da quale fonte proviene? Facebook, Instagram o Google?

La sales & marketing automation può risolvere questo problema consentendo di calcolare il guadagno prodotto dalle campagne – almeno quelle digitali. 

Vediamo come. 

 

Il tracciamento degli utenti

Quando un utente clicca su una sponsorizzata social, un banner display o un annuncio a pagamento tra i risultati di ricerca, ed inizia una sessione di navigazione sul sito di destinazione, porta con sé dei dati che qualificano la sua visita come proveniente da una campagna di marketing.

Questi dati servono a Google, Facebook e Linkedin Ads per mostrare all’inserzionista l’andamento della campagna: il numero di volte in cui un annuncio è stato visto, i clic ricevuti, il costo per clic medio, e così via. 

Il software di marketing automation riconosce questi codici, e li associa alle azioni dell’utente sul sito: le pagine viste, le interazioni e gli acquisti nel caso di un e-commerce. 

Fin qui, nulla che non faccia anche Google Analytics, dicendoci quale percentuale di traffico sul nostro sito viene da canali a pagamento.

La differenza però si gioca tutta da qui in poi. 

Un utente che acquista via internet o richiede informazioni infatti per forza di cose lascia i propri dati personali: nome, cognome, mail

La marketing automation con questi dati:

  • crea un profilo dell’utente
  • attribuisce la creazione del contatto alla campagna (se non era già esistente in database)
  • può richiamare a questo profilo dei dati provenienti da altri software (in particolare di fatturazione), previa integrazione tramite API (Application Programming Interface)

 

Questo permette di associare utente, vendite e campagne nel dettaglio e con ciò di misurare:

  • Qual è il canale – Google Ads, Facebook, Linkedin – che produce più guadagni in senso assoluto
  • Qual è il ritorno prodotto da una singola campagna in un certo lasso di tempo a livello complessivo e per ciascun canale. 

 

E se volessimo misurare l’esito di una campagna mail?

Ancora più facile, perché si tratta di indirizzi e-mail che possono essere importati nel software e contattati tramite le funzionalità di e-mail automation.

Equipaggiando i link contenuti nella mail con dei codici di tracciamento detti UTM (Urchin Tracking Module) e sincronizzando i dati di acquisto con il software di marketing automation è – esattamente come prima – possibile registrare l’acquisto fatto da quell’utente e attribuirlo alla sessione di navigazione iniziata dalla mail

 

A questo punto basta configurare un widget nella dashboard per la visione aggregata dei dati, in modo da vedere quanto la campagna mail ha prodotto in termini di entrate. 

 

Ecco qui, in meno di 600 parole abbiamo spiegato come la Sales & Marketing Automation può aiutarti a razionalizzare i tuoi investimenti di marketing.

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Buona lettura!

 

I_7_benefici_sales_marketing_automation_commerciale