In un sistema di marketing automation, tutto parte da un segnale. Capire come scegliere il trigger giusto per un’email automatica è fondamentale per inviare il messaggio giusto, al momento giusto, alla persona giusta. Un trigger ben impostato può trasformare un semplice contatto in un cliente attivo, aumentando tasso di apertura, click e conversioni.
Cos’è un trigger e perché è importante
Il trigger è l’evento che attiva in automatico l’invio di un’email o di una sequenza. Non va confuso con il contenuto dell’email stessa: è la condizione che dà il via al flusso. Più è preciso, più aumenta la rilevanza della comunicazione.
Esempio? Se un utente visita tre volte la pagina prezzi, forse è pronto a ricevere un’offerta personalizzata. Ma se si iscrive a una newsletter, ha bisogno prima di un contenuto introduttivo.
Tipologie di trigger da conoscere
Ecco una panoramica dei principali trigger da usare:
- Comportamentali: clic, visite a pagine specifiche, download di risorse.
- Temporali: data fissa (es. compleanno), tempo trascorso da un’azione (es. 7 giorni dall’iscrizione).
- CRM e anagrafici: ruolo, settore, dimensione aziendale, funnel stage.
- Transazionali: acquisti effettuati, carrelli abbandonati, upgrade di piano.
Saper scegliere il trigger giusto per un’email automatica richiede di collegare questi segnali al comportamento reale del tuo pubblico.
Come scegliere il trigger giusto per un’email automatica
Non esiste un’unica formula valida per tutti. Ma puoi seguire queste linee guida:
- Definisci l’obiettivo dell’email: vuoi vendere, informare, nutrire?
- Conosci il punto del funnel: il contatto è freddo, tiepido o pronto?
- Scegli un evento chiaro e misurabile: visita, clic, iscrizione, tempo passato.
- Evita i falsi segnali: un’apertura email singola può essere casuale.
- Monitora e ottimizza: controlla i risultati e affina i trigger nel tempo.
Esempi pratici di trigger efficaci
Molti sistemi di automazione, come Nurtigo, permettono di impostare trigger dinamici e precisi. Alcuni esempi:
- Welcome: attivato al momento dell’iscrizione → invio email di benvenuto.
- Engagement: dopo 3 aperture senza clic → invio di una nuova CTA.
- Re-engagement: inattività da 30 giorni → offerta personalizzata.
- Educazione: dopo il download di una guida → invio di contenuti correlati.
- Lead scoring: al raggiungimento di un punteggio → email commerciale.
Ognuno di questi trigger può migliorare l’esperienza utente e guidare il contatto verso l’azione desiderata.
Il ruolo di Nurtigo nella gestione dei trigger
Con Nurtigo, la gestione dei trigger diventa parte integrante della tua strategia. Puoi creare workflow che si attivano in base ad
interazioni tracciate su sito o email, a cambiamenti di stato nel CRM, a segmenti dinamici basati su punteggi o tag o ad azioni precedenti, come la partecipazione a un evento.
Grazie all’integrazione con l’AI e l’automazione avanzata, ogni trigger può essere potenziato per offrire esperienze personalizzate e tempestive.
Errori da evitare nella scelta dei trigger
Molti marketer commettono errori comuni nelle fasi iniziali dell’automazione. Spesso i trigger sono troppo generici, come un semplice “è passato 1 giorno”, senza alcun riferimento al contesto o al comportamento reale dell’utente. In altri casi, vengono creati flussi che si sovrappongono tra loro, generando l’invio di email in conflitto. Un ulteriore problema è l’assenza di una logica di funnel chiara: i trigger risultano isolati, scollegati da un percorso strutturato, e finiscono per non portare a risultati concreti. A questo si aggiunge, frequentemente, la mancanza di test A/B sui trigger, che rende impossibile valutarne l’efficacia e ottimizzarli nel tempo.
Per questo motivo, non basta sapere come scegliere il trigger giusto per un’email automatica: è fondamentale anche integrarlo all’interno di una strategia coerente e misurabile, capace di accompagnare davvero l’utente lungo tutto il percorso di conversione.
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